XI DOM . PER ANNUM (MC 7,26-34)

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XI DOM . PER ANNUM (MC 7,26-34)

Il seme … ha una potenza in sé , la Parola che germina da Sè e in Sé .

Chiedersi perché correre per salvare il mondo quando il mondo è salvato ?

Allora “ KEEP CALM THE WORLD IS SAVED “ .

La potenzialità del seme non dipende da noi , ma dalla dynamis che porta in sé .

Vivere da salvati , ecco allora il compito senza ostacolarne il suo gemmare anche perché , questo avanza lo stesso ….

L’iniziativa , è di Dio sembra ricordarci questa “ parabolina “ , e ricordarcene sarebbe cosa buona ,

ascoltare la Parola , tessere iniziative , progetti di relazione ,

tempi questi in cui anche se piccoli e forse proprio per questo , come il granello di senape ,

In cui possiamo divenire rami frondosi ombrosi dove dare e trovare ristoro .

IL REGNO E’ DI DIO E PER CIO’ IL REGNO AVANZA …

“ DIO CHE AVANZI NEL NOSTRO FUTURO

NELLA LOGICA DELLE PICCOLE COSE TU DIO , AVANZI …. ”

ALLORA , ANDIAMO..

 

 

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E’ La verità del luogo che colpisce come esordio dell’Evangelo ed è per noi tutti motivo di grande stupore .

“ Dov’è la mia stanza ? “ che domanda forte , implicita ed esplicita …

Non Ti contiene l’universo e Tu chiedi una stanza ? …. La Tua stanza .

Cosi relativizzante il tuo linguaggio per noi imbavagliati dallo spazio di un monolocale ….di una Basilica ..

Pur bella …. Ma fatta da mani d’uomo …. TU CI DICI CHE

” LA STANZA E’ GIA PRONTA ….AL PIANO SUPERIORE “

Poi … a tanto stupore ne aggiungi altro ci chiedi un memoriale nella carne , nella pochezza della carne , nella vitalità del sangue ….

Con un orizzonte di novità: IL PANE , con le frontiere del Regno: IL FRUTTO DELLA VITE …

E Poi? Poi sembra che tutto continui come un copione di un dramma ..eppure in tutto ciò c’è

L’ordinarietà della vicenda storica … ma ormai SIGNIFICATA ….

DA UN PO’ DI PANE ED UN SORSO DIVINO SECONDO LE PAROLE DEL MAESTRO …

IN UNA STANZA SUPERIORE GIA’ PRONTA ….

SIGNORE CELEBRIAMO !!!

 

 

 

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UNA DELLE PIU GRANDI PAURE DELL’UOMO, SE NON LA PIU’ GRANDE E’: LA SOLITUDINE.

C’è da chiedersi il perché …una ragione me la sono fatta … se siamo ad immagine della Trinità

Che è Comunione …relazione …amore …. Ci ribelliamo alla condizione dei solitari , solinghi , ameni ….

Insomma , l’immersione Battesimale nelle profondità dei rapporti ci da un saggio dell’odierno Mistero …

Non riducibile ad uno o ad un altro aspetto … ma RELAZIONE SEMPLICE e poi , la prima lettura ce lo ricorda ,

“ Interroga il passato o il presente se  c’è un Dio cosi vicino a te …” come ?

Vicino per similitudine ,  per tratto,  per come riesci a capire i tuoi rapporti ,  le tue amicizie , amori …..

Credi di capire ?

“ I miei pensieri non sono i vostri pensieri ….”

Difficile ed entusiasmante capire l’amore … e per analogia capire la Trinità

Se resta vero che cosi Gesù ha inteso rivelarceLa…

E’ il caso allora …..di ripetere con Sant’Agostino “ AMA E CAPIRAI “

https://youtu.be/Kq2uMP-8HnI
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Nel processo che si è aperto nella storia in cui Gesù e i Suoi seguaci sono oggetto e causa di ostilità, lo Spirito ha il ruolo di avvocato difensore; EGLI E’ IN VERITA’ la memoria, la guida, la testimonianza, oggetto della ormai Ibrida , globale , e multilingue e multiforme realtà della EKKLESIA.

I TEMPI della comprensione della Persona di Gesù e del mistero della Salvezza sono ora affidati alla memoria, all’esercizio dell’esserci, presente; E LO SPIRITO rende presente, ATTUALIZZA.

I TEMPI dell’insegnamento sono ora guidati dal discernimento e dal magistero; e LO SPIRITO in via del tutto talentuoso, PERSONALIZZA, i TEMPI della testimonianza che sono gli ultimi, motivano l’annuncio; e LO SPIRITO, “compagno inseparabile di Cristo“, conduce ognuno alla Ricapitolazione.

La Chiesa non è una comunità orfana… ha un CONSOLATORE ALTRO, CHE LA RENDE, SE DOCILE, OPERA DI DIO IN CRISTO, E IN TUTTE /I E IN CIASCUNO, SUO AMMIRABILE CORPO IN QUESTO MONDO.

ALLELUYA ALLELUYA ALLELUYA AMEN ALLELUYA ALLELUYA ALLELUYA !!!!

 

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VII DOM. DI PASQUA (Gv 17,11-19)

“ SIANO UNA COSA SOLA COME NOI “

Le consolanti parole di Gesù la Sua domanda per noi prima di morire …

Il Suo testamento …

“ PERCHE’ ABBIANO IN SE STESSI LA PIENEZZA DELLA MIA GIOIA “ .

Che tenera elargizione , sta per lasciarci , e chiede per noi la pienezza della gioia …

 

“ CONSACRALI NELLA VERITA’ “

 

Istituiti nel vero … quale bontà …

Si Signore ,

”Ti riconosciamo Salvatore del mondo ed attestiamo che il Padre Ti ha mandato “

 

KYRIE ELEISON , CHRISTE ELEISON , KYRIE ELEISON

 

 

 

 

 

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Nell’odierna celebrazione tutta l’attenzione si concentra nel Suo esodo .

Tutto sembra farci rivolgere al cielo si , ma inteso come il Luogo della abitazione di Dio .

Come nel Salmo110 al versetto primo:

“ IL SIGNORE HA DETTO AL MIO SIGNORE SIEDI ALLA MIA DESTRA “.

Non viene quindi ripristinata una situazione precedente ,ma una nuova modalità di ESSER-CI .

Gesù Risorto , è AB- SUNTO …. È costituito Signore e Messia dice il testo degli Atti ..

E da li Il Suo Corpo umano nella vita “definitivamente Trinitaria , partecipando della Vita Divina “ ,

è in grado di venire in aiuto alla nostra debolezza , già evidenziata da Marco qualche versetto prima …

 

Di ciò : la nostra debolezza e del Suo rimprovero , non dobbiamo rammaricarci troppo ,

 

“ Tutto è sottomesso ai Suoi Piedi “ …. E’ PER – CIO’ … “ IL CIELO E’ SEMPRE PIU’ BLU “ .

 

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VI DOM. DI PASQUA (GV 15,9-17)

L’Amore è innegabile forza della vita e Gesù ne da saggio nel Suo dire .

Il CO- MANDO nuovo ….

Come se ci venisse detto “ figlioli so quanto sia difficile amare , non temete ..

 

vi MANDO- CON … ME cioè vengo con voi , vi precedo nella strada dell’Amore .

Il comando postula la fede in Lui che ne è “ l’Autore ed il Perfezionatore “

L’Amore quindi ragione specifica del cristiano professante …

Più di Un motivo … Il motivo per rendere grazie .

 

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V DOM. DI PASQUA (GV 15,1-8)

Se Cristo è la vite vera ( ritorna l’aggettivo qualificante di Domenica scorsa ) ,

e tale sembra autorivelarsi , tutto il popolo di Dio è vero e corporalmente vivente .

Le condizioni sono il permanere uniti alla vite “ dimorare , rimanere “ .

La circolazione della linfa non è solo condizione per portare frutto ,

Ma è sopratutto questione di vita o di morte .

Si tratta di vivere insieme con Lui .

Il vignaiolo è il Padre … potevamo volere di più ?

 

 

 

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IV DOM. Di PASQUA (GV 10,11-18)

E’ detta del Buon Pastore, più precisamente del Pastore Bello.

Agostino d’Ippona descriveva La Bellezza come : “ Lo splendore del vero “ ,

E quale splendida verità rifulge sul volto del Cristo se non quella della Sua tenerezza ?

 

“ E ho altre pecore …. Anche queste io devo condurre ….”

 

Quale tenerezza , quale nostalgia d’ Amore …. ( nostalgia in greco comporta il dolore di un assenza )

Il Pastore Bello sente che manca qualcuno che le pecore non sono tutte nell’ovile …..

 

“ Fa ascoltare La Sua Voce … e si farà un solo gregge un solo Pastore “

E’ interessante l’assenza di congiunzione quasi che la “ fusione “ solo gregge solo Pastore

sia generativo di comunione , intimità , della stessa bellezza del Pastore …

 

La Vita del Pastore è comunicata alle pecore e perciò … la loro vita è … bella .

 

 

 

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III Dom. di Pasqua (Lc 24,35–48)

La mistagogia di questo «Tempo Propizio» per la nostra “conoscenza” continua.

 

Domenica scorsa l’apostolo Tommaso ci ha indicato che le ferite condivise possono divenire esperienza di Cristo, oltre la comunanza di quest’ultime.

 

Ma ecco che il cammino pasquale diretto alla Pentecoste riprende, e alla sua terza tappa vediamo che l’esperienza del Risorto non è una generica fede nella sopravvivenza di Gesù: non si può amare un “fantasma”, un cadavere rianimato…: è l’annuncio di Colui che si rivela Kyrios, Messia, Cristo.

 

I discepoli a Emmaus lo riconoscono nello spezzare il pane e… prima no!

 

E lui sparisce dalla loro vista, perché non è con quegli occhi che lo riconosceranno.

 

Mentre tornano a Gerusalemme, mentre parlano «di ciò», Gesù appare, si manifesta …“pacificando”.

 

Quante volte, sentendo parlare di Gesù, anche noi ne abbiamo avuto una “apparizione”, non in una pace generica, ma intima, perché le nostre ferite sono condivise e perche sappiamo che c’è “qualcosa in più”, lo sappiamo, lo riconosciamo nella nostra persona.

 

È una nuova esperienza, è lui ma non è lui, è un cammino.

 

Ci vuole lo Spirito, Santo.

 

Contenere la vita in un corpo, capire la vita in un solo respiro, li rende, e ci rende, ancora dubbiosi.

 

La percezione di cosa comporta tutto ciò è la rivelazione delle – e nelle scritture.

 

«Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare il terzo giorno».

 

Un’esperienza che non fa delle Scritture un manuale o un “codice etico”, ma una testimonianza da cui scaturisce un’esigenza morale. Non uno sforzo ma un’esperienza.

 

Ci attende un cammino per “aprire la nostra intelligenza” delle Scritture ma, grazie all’azione dello Spirito, potremo fare storia , cultura , arte , politica , ingegno… testimonianza del Risorto, di una vita oltre la vita, che nel “qui e ora” annuncia il già e non ancora.

 

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