VI Dom. di Pasqua

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VI Dom. di Pasqua

VI Dom. di Pasqua , commento all’Evangelo secondo Giovanni , capitolo 14, versetti 15-21

Ancora questa ed un altra domenica , la settima … ed Il tempo di Pasqua si compirà con L’effusione Pentecostale dello Spirito Santo ; ed è di Lui che Gesù comincia a parlarci dettagliando La Natura e descrivendo l’azione . Tutto ciò non solo per introdurci ad un nuovo assetto della relazione con Lui ma per “ collegare “ , “ congiungere “ quanto di Lui , Spirito , abbia a che fare con Gesù . L’ermeneutica è descritta come una possibile osservanza amorosa , “ Se mi amate osserverete i miei comandamenti “ . Un presente amante un futuro osservante . Il Tutto presente e futuro collegati da un Kronos , un tempo “ Teologico “ , in questo caso , che è la preghiera di Cristo , “ Pregherò il Padre …” . Il tempo presente e futuro si riuniscono , raccorciano (?), grazie allo Spirito di Verità . In questo momento fecondo , Gesù nella Sua suprema invocazione , ci dona quanto di più abbiamo bisogno per la “ nuova vita Pasquale “ : un nuovo respiro , un nuovo alito , Lui prega il Padre perché avvenga , per Lui Figlio , una nuova creazione , capace di un tempo nuovo . Cessa il tempo dell’uomo e comincia il tempo Divino , quello iniziato da Gesù , ma che ora continua Nello Spirito Santo . Gesù prega il Padre per questo , Lo prega per noi . In questa orante dimensione siamo Vivi , perché Nello Spirito , “ che è Signore e dà la Vita “

 

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V Dom. di Pasqua

V Dom. di Pasqua
Commento all’Evangelo secondo Giovanni Capitolo 14, 1-12

La fiducia in Lui ora diviene fede , non basta più l’Amico fiduciale quale compagno , uno , CON cui condividere momenti di significato , ora Gesù chiede fede IN Lui . Un aspetto d’interiorità affettuosa che , PER Gesù dice il Padre . L“ Abbiate fede IN Dio ed abbiate fede anche IN me “ . Una piccola , semplice preposizione , che suscita … scatena (?) progressivamente una serie di domande che provocano risposte misteriose … “ la Via la Verità , La Vita , la Dimora , le Dimore , Il Padre , il Mezzo , le Opere , etc. “ . Mi chiedo , come risalire a quanto sollecitanti possono essere , contestualmente questi “ macigni “ di pensieri ? Basterebbe un commento a sè stante per ogni parola ? Lascio lo spazio mistagogico di questo tempo Pasquale alla interiore rivisitazione con-testo
alla mano ; occhi ed orecchie di fede sono gli strumenti . Ci proviamo ?

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IV Dom. di Pasqua

IV Dom. di Pasqua , commento all’Evangelo secondo Giovanni , capitolo 10, 1 – 10

È una Pericope più lunga , quella che noi non leggiamo , nota come quella del buon Pastore , che spesso confondiamo con quella della pecorella smarrita , meriterebbe una ripercorrerla , quanto meno nella lettura , che le differenzia integrandone i temi . Non si da Pastore senza pecore e viceversa . Tuttavia qui le autorivelazioni del Cristo , con il pronome in prima persona plurale , “ IO SONO “ , detto due volte esplicitamente , ed una terza implicitamente , nel contesto parabolico , dicono quanto meno che , ci si dovrebbe attenzionare , appunto sull’Io Divino . Fatta questa premessa le due icone una visiva e l’altra uditiva , “ Porta e Voce “ , indicano comunque passaggi “ sensoriali / sensibili degni d’interesse “ Pasquale” . La porta è passaggio tra due spazi distinti e la voce è due poli il dire , l’udire . Due momenti significati di fede Pasquale che , attraverso Cristo- Porta che chiedono : cosa si attraversa ? quale soglia si varca ? Quali luoghi si attraversano ? Il prima il poi ? Un ora un dopo ? La Voce del Pastore , cosa dice : chiede? Chiama ? Domanda? Consola ? Giudica ? Rimprovera ? Ama ? Sfaccettature tonali , percezioni uditive ? Sonorità interiori ? Vibrazioni impercettibili ? Capiamo bene che , queste “ Autorivelazioni “di Gesù coinvolgono assai . La prima è l’andare avanti , oltre , perché comunque è Lui La Porta e non può condurre che a buone “ Pasture “ ; cioè a nutrimento “ utile “ . Quanto alla Voce , la mutua conoscenza, Pastore e Pecore
non può che generare abbandono fiducioso .
Allora , non resta che , con stupita volontà varcare la porta che è Cristo , perché , come incantati dal soave suono della Voce , lo seguiamo dove Egli vorrà condurci .

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III Dom. di Pasqua

III Dom. di Pasqua , commento all’Evangelo secondo Luca , Cap . 24,13-35

Nelle redazioni veterotestamentarie Il Nostro Dio sembra essere il Dio “delle uscite” , un Dio che “esce” in quelle neotestamentarie sembra essere il Dio “ delle entrate “ , “ Egli entró per rimanere con Loro “ . Ora i discepoli entrano nel Sepolcro Lui entra per “rimanere” che cosa bella … il Sepolcro é vuoto , ma Lui “ vuole rimanere “ , con noi , con , per , in : Un “ pane spezzato “ . Cioè quale : alimento condiviso , tavola amicale , tempo comune , spazio necessario … ergo ?

Adriana Zarri

6g •

Perché non vieni?

Perché non vieni, in queste sere solitarie, quando i vetri tralucono l’ultimo rosso del tramonto?

Perché non vieni, in queste sere silenziose quando non giunge più nessun rumore;

e, nella calma immobile, alita solo il respiro?

Perché non vieni, in queste notte puntate di lumi; e il mondo sembra un cielo piccolo,

pieno di stelle cadute?

Perché non siedi alla mia tavola quando, a sera, le mense sono imbandite per la cena?

Metterò la tovaglia più bella coi fiori colti nel giardino;

e il gatto verrà a fare le fusa sopra alle tue ginocchia.

Adriana Zarri

Immagine: Colin Ruffell

 

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I Domenica Fra L’Ottava di Pasqua

II Domenica Fra L’Ottava di Pasqua ( della Divina Misericordia ) , Commento all’Evangelo secondo Giovanni Cap. 20,19-31

Gli aspetti mistagogici propri di questa stagione Pasquale , cinquanta giorni , che proiettano all’ effusione ed introiettano nell’ effusione Pentecostale dello Spirito Santo , ci danno quella ragionevolezza speranzosa , é San Pietro che la domanda : “ …siate sempre pronti a dare ragione della vostra Speranza …”, che , celebrata come Virtu’ Teologale , cioè avente Dio quale Soggetto , impone uno “ studium” , che ci vede tutti e tutte alla scuola , presso la Cattedra della Risurrezione . In questa Domenica , Seconda di Pasqua; ora , consideriamo il fatto, che , Tutti avevano tradito tranne Giovanni , che era presente alla tragica sorte del Maestro . La “ Cattedra “ della Resurrezione , Non ha parole di condanna , da parte del “ Signore “ , ( Kyrie ) ma l’offerta di un nuovo dono di Vita . Il Kyrios dice : “ Pace a Voi ! come il Padre ha mandato me così io mando Voi ….. Alitò su di Loro dicendo : “ Prendete Lo Spirito Santo a chi toglierete le colpe saranno tolte ; a chi non le Toglierete saranno trattenute “ . NOW , (ORA , n.d.tr.) c’è un opera che possiamo “ fare noi “ , con la Grazia dello Spirito Santo , e dobbiamo farla , perché “ respiriamo “ Lo Spirito , ed un altra che attende comunque un compimento ; giacché chi può “ trattenere le colpe” , se non Colui che le Ha prese su di Sé ? Il Risorto , quindi , La Resurrezione, apre il Tempo della Misericordia Divina , della Sua Pazienza ; il Tempo della Chiesa Ministra della Sua Misericordia , quella Ultima, dove se mai le colpe non fossero tolte ,quelle , “ colpe , trattenute “ dal Cristo , verranno rimesse nel “ grembo di Misericordia “ del Padre , che potrà essere per il Figlio che porta le colpe , che le trattiene : “ Dio tutto in Tutti “ , “ Dio mio e Dio vostro “ , “ Dio Padre per sempre “ , “ Dio ricco di Misericordia “ . Alla fine dei giorni , il Cristo presenterà i peccati che Lui ha portato su di Sé , ed insieme anche “ in un otre le lacrime dei poveri “ , giacché ê scritto : “ Le mie lacrime nell’Otre Tuo , raccogli “ … Contempleremo la Misericordia del Padre, che in Cristo Gesù respiriamo e respireremo, ORA e SEMPRE ( NUNC et SEMPER ) Nello “ Spirito che é Signore e da la Vita” , quella presente e quella futura.

 

 

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Domínica in Resurrectione Domini

Domínica in Resurrectione Domini
Comento all’Evangelo secondo Giovanni , Capitolo 20, 1-9

Possiamo vivere la Resurrezione di Gesù in vari modi , come una fiaba emolliente alle nostre fobie di fine vita , come speranza cieca per resistere all’insignificanza del tempo , oppure potremmo cominciare a sentire e vivere il mistero di Cristo , come qualcosa che ci concerne . Un chiedersi se forse è perché esperimentiamo che tutte le nostre energie dipendono dalla morte e resurrezione di Cristo ? Che cosa intesse come filo imbastito , le nostre coscienze redente ? Tappe di vita e di morte che segnano inevitabilmente passaggi della coscienza che vuole raggiungere la pienezza della propria vita . Pensavo alle rane , si , a quei piccoli anfibi e a quanto siano efficaci segni di fede Pasquale . Un salto alla volta , tra terra ed acqua , nutrendoci nell’immobile stare . Un sapere che fede Paquale , é sapere che la vita non é salto nel buio , ma é progredire con la forza di gambe posteriori ( il passato ) che avanza con un oltre di un salto , verso il futuro , e questo in un contesto non solo immergente e non solo emergente , ma fatto di entrambi ; afferrare questa fede come virtu , nelle sue implicazioni Teologiche , é solo dei semplici , dei piccoli .
San Paolo scriverà : “ Cristo abiti nei vostri cuori mediante la fede, ( le forze spirituali introdotte da Cristo nelle coscienze ) e possiate essere radicati nell ‘ Amore , nella partecipazione alla Vita , alla Luce , al Fuoco che Cristo ci ha donato “ ( Efesini 3,17 ) La vita é una successione ininterrotta di vita e di morte e nuovamente di vita , il tessuto dell’esistenza é composto dalla perenne lotta tra la morte e la vita ; la vita che invade i campi devastati e li rende nuovamente fecondi , la morte anche per Cristo é passaggio “ obbligato “ , ma nel caso di Gesù é libera accettazione della medesima verità soprarazionale dell’Uomo Gesù , per indicare , in Sé stesso , il simbolo dell’eternita della vita congiunta alla fatalità della morte . Gesù vero Dio , Vero Uomo . Nella morte e resurrezione di Gesù Cristo , noi tutti e tutte , siamo ricongiunti verso un punto luminoso quale “ stella che brilla nella notte della vita mortale ; “ look at star .. look it shines for you “ …
Seguite il Video , immaginate Gesù … un grande direttore d’orchestra … per Tutti , Tutte e per ciascuno , ognuno per La Sua parte , seguite fino in fondo …. Fino all’ultimo … “ salto “ …. Del Direttore Dell’Orchestra …
“anche se é notte “ … ne vale la pena . Impariamo a “ superare / saltare “…
Oltre la morte c’è solo :
La Vita , il Suo respiro , “every breath you take …”
Believe it !

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Domenica “ De Passione Domini

Domenica “ De Passione Domini “ ( in Palmis ) commento all’Evangelo secondo S. Matteo cap. 26 ,14- 27,66 .

La coreografica commemorazione che inizia la “ Divina Mimesis “ della Settimana più “Santa “ di tutto l’anno liturgico , che troverà nel Suo Santissimo Triduo , La Sua realizzazione , inizia con quella redazione della Passione dell’Anno in Corso . Nell’Anno A stiamo leggendo San Matteo , ergo , leggiamo La Passione secondo San Matteo . Pericopi , queste della Passione , le più lunghe di tutti i testi delle 4 redazioni canoniche . Trattare per intero un così corposo testo é compito complesso . Vi rimando ad una lettura personale . Tuttavia qualche punto fermo , mi consentirete per – mettere poter offrire .
Gesù entra in Gerusalemme cavalcando un asina , Vi entra Re Davidico e compie le promesse , ma la domanda “ ad intra “ , “ …. Entrato in Gerusalemme …” , resta “ , Chi é Costui “ e la risposta emblematica : “ il profeta Gesù da Nazaret di Galilea “ . Ora , sono dialoghi retorici posti all’osservazione del lettore . Re- Messia e Profeta ; elementi che conducono a leggere un compimento . Dio adempie definitivamente le Sue promesse; ecco perché l’esordio sarà “La Cena ultima” , memoriale vivente “ dell’Alleanza …… fino al Giorno finché lo berrò nuovo con Voi nel Regno del Padre mio “
Segue poi in tono pedissequo tutto il racconto Drammatico e Tragico dell’evento cruento della Passione . Il Tutto si chiude con il “ sigillo sulla tomba “ quasi ad asserire la veridicità della morte , Che garantisce il sacrificio . L’offerta é consumata . Il Sangue é versato fino all’ultima goccia . “ L’Alleanza per molti in remissione dei peccati “ , si é compiuta . A noi la partecipazione , possibile , ora , come non mai .

 

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V Dom . Di Quaresima .

V Dom . Di Quaresima . Commento all’Evangelo secondo Giovanni cap. 11, 1-45

“ Il miracolo della “ rivificazione “ del corpo fisico del morto , é un corollario ,una verifica delle Parole di Cristo , nulla di più ; non possiamo fondarvi la prova della natura divina del Maestro: essa può essere oggetto di fede solo in colui che ne sperimenta …. La Resurrezione e La Vita “ .
Gesù dice : “ IO SONO La Resurrezione e La Vita “ ; si tratta di valorizzare o più precisamente qualificare , La Resurrezione come sinonimo di immortalità, e La Vita come sinonimo di eternità . Il pensiero redatto da Giovanni racconta della vicenda umana di Gesù , Vero Uomo , che nasce , vive e muore e risorge immortale , e della vicenda del Vero Dio che ha voluto manifestare La Sua Vita , in ogni Carne , Vita eterna da sempre e per sempre , cioè la Sua “Gloria “ , ( “ se credi Vedrai la Gloria di Dio “ parafrasi di Matteo , “ beati i puri di cuore perché vedranno Dio ovunque “) del resto citata , nella lunga pericope . Ergo , Resurrezione e Vita sono rivelazione di Lui Vero Uomo , Vero Dio . A noi il cammino dei personaggi del racconto , nei chiaro scuri del “ quadro” che danno al “ dipinto “ quei colori che sono le nostre differenze , i nostri differenti approcci, a questa ultima domenica Quaredimale / Battesimale , che se unifica , rigenerandoci figli / e , ci colora in modo unico . Il Dio Tre volte Santo nel quale siamo stati immersi nel Battesimo ci Doni ancora, Per Maria , di rinascere, a Vita nuova ed eterna , grazie a “ Quest’Acqua cristallina e pura “

 

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IV Dom . di Quaresima commento all’Evangelo secondo Giovanni Capitolo 9, 1-41

L’illuminazione del “ cieco nato “ ci rivela il cammino drammatico che , “ Cristo Luce vera “ compie per illuminare la nostra coscienza …. E non solo . Questa “ Luce “ illumina gli occhi di alcuni , acceca gli occhi sopratutto degli avversari di Gesù .
Nella loro proterva chiusura , questi ultimi temono che , la luce esteriore di questo poveretto sia tale da far tremare i seggi sinedriti . Ma più temibile è per noi tutti e tutte , È quella Luce che , È di Dio , e che accesa in noi , chiama a nuove “ navigazioni altre rotte , nuovi sentieri , vie , ( di pace ? ) “ . Ognuno di noi viene dalla Luce e viene alla luce .
“ Il punto di massima densificazione della Luce ha una doppia possibilità , quella di accettare la densificazione come luce , quella di accettare un movimento contrario di ascesa , oppure quella di lasciarsi sorreggere dalle forze fecondatrici della Parola ( Verbum ) che discende ed ascende , che aggrega la materia e la transfigura nello spirito “ . A noi l’accoglienza ; la Luce non potrà che illuminarci se non nel silenzio di una mente seria . Del resto l’appello , richiamato da Gesù , è IL PUNTO , serio , posto al Termine . “ Voi avete occhi e non vedete “ .
Oh Maria , Dolce Maria , “ Termine fisso di Eterno consiglio … dentro di Te si riaccese l’Amore …. “

 

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III Dom. di Quaresima

III Dom. di Quaresima
Commento all’Evangelo secondo Giovanni capitoli 4 , 4-42

Queste abbondanti pericopi , Giovannee nella loro : “ lunghezza , larghezza , ampiezza , e profondità “, tanto per citare a casaccio San Paolo , credo impongano tempi : lunghi , larghi , ampli , profondi … di riflessione orante .
Ad un tempo , con questa pagina , ricchissima di punti fermi della nostra comune professione di fede battesimale , potremmo sintetizzarla in due atti / luoghi , necessari alla comprensione del nostro comune battesimo : il Pozzo , il Tempio .
Il pozzo : comporta la sete , l’attingere , e , in ultima istanza , l’acqua .
Il tempio : comporta
Il culto , l’adorazione , e , in ultima istanza , Dio .
Aspetti , azioni , che hanno un comune denominatore : La Purificazione .
Essere purificati dall’acqua per la sete suscitata dallo stesso Gesù , “ dammi da bere “ , un “ desiderio “ che reciprocamente coinvolge i due personaggi , La Samaritana e Gesù . Il desiderio di Gesu di salvare , il desiderio della donna di essere salvata . Il tutto nello spazio di un “acqua viva” , e di un luogo di culto “ in Spirito e verità “. Questo nel tempo mediano “ dell’ora sesta “ l’ora più calda del giorno , ma anche l’ora in cui gli agnelli venivano immolati nel tempio . Pozzo e Tempio , Felici coincidenze ? Sete e culto . Binomi che trovano in Gesù non solo “ un profeta “ , non solo “ Il Messia “ ma : “ Il Salvatore del mondo “ . A noi accogliere questa nuova via di salvezza , mediante l’acqua e un nuovo culto . Ci siamo accorti che nella nostra vita manca qualcosa ?

 

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