III Dom. di Quaresima
Commento all’Evangelo secondo Giovanni capitoli 4 , 4-42
Queste abbondanti pericopi , Giovannee nella loro : “ lunghezza , larghezza , ampiezza , e profondità “, tanto per citare a casaccio San Paolo , credo impongano tempi : lunghi , larghi , ampli , profondi … di riflessione orante .
Ad un tempo , con questa pagina , ricchissima di punti fermi della nostra comune professione di fede battesimale , potremmo sintetizzarla in due atti / luoghi , necessari alla comprensione del nostro comune battesimo : il Pozzo , il Tempio .
Il pozzo : comporta la sete , l’attingere , e , in ultima istanza , l’acqua .
Il tempio : comporta
Il culto , l’adorazione , e , in ultima istanza , Dio .
Aspetti , azioni , che hanno un comune denominatore : La Purificazione .
Essere purificati dall’acqua per la sete suscitata dallo stesso Gesù , “ dammi da bere “ , un “ desiderio “ che reciprocamente coinvolge i due personaggi , La Samaritana e Gesù . Il desiderio di Gesu di salvare , il desiderio della donna di essere salvata . Il tutto nello spazio di un “acqua viva” , e di un luogo di culto “ in Spirito e verità “. Questo nel tempo mediano “ dell’ora sesta “ l’ora più calda del giorno , ma anche l’ora in cui gli agnelli venivano immolati nel tempio . Pozzo e Tempio , Felici coincidenze ? Sete e culto . Binomi che trovano in Gesù non solo “ un profeta “ , non solo “ Il Messia “ ma : “ Il Salvatore del mondo “ . A noi accogliere questa nuova via di salvezza , mediante l’acqua e un nuovo culto . Ci siamo accorti che nella nostra vita manca qualcosa ?




