XXIX Dom. Per Annum

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XXIX Dom. Per Annum

( Lc. 18, 1-8 )

Pregare senza dissertare “ senza abbandonare le armi “ . La preghiera Cristiana è a livello della creazione in via di compimento qualcosa che esige dedizione …
“ metodo “ ….siamo qui; i dati sono : dall’irrealtà al reale dalle tenebre alla luce , dalla morte all’immortalità . Dio è in questa aspirazione e Cristo esorta a non dissertare . L’aspirazione è il seme , la lotta per la sua crescita è la preghiera, il fiore è il suo compimento . In questo incessante combattimento a noi spetta non fuggire per vigliaccheria o stizza ma continuare giacché giustizia di Dio non é giustizia degli uomini .
La Divina Giustizia , compiuta in Cristo , necessità solo coscienza ed accoglienza tali da farne uno spazio d’incontro , dialogo , di preghiera appunto .

 

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XXVII Dom . Per Annum

( Lc . 17, 5 – 10)

Delicatissimo senso Anímico , la fede viene spesso confusa con la pratica religiosa , addirittura pensando che sia la stessa esperienza religiosa ; si può essere immersi nelle pratiche religiose e non avere fede … si può perfino inculcare una religione e non avere fede . Fede è la carne di Cristo Con- fusa nella nostra , quale seme che l’ impronta , vivifica , eternandoci . Cristo dirà : “ Chi ha fede in me non morirà in eterno “… le forme saranno necessarie ma sempre limitanti ; i riti ? Viviamoli con cautela giacché esprimono la fede ma non sono adeguate manifestazioni ; destinati ad evolversi nella realtà della fede ; non si tratta di credere in essi ma cogliere mediante loro una comunicazione con il Tutto !! Incrocio della materia e dello Spirito, intuizione della nostra origine , “presentimento del vero “ .

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XX VI Dom . Per Annum

( Lc. 16, 19 – 31 )
Il dramma del mondo é la dissipazione , la distrazione e la conseguenza è il mancato riconoscimento di chi si è e di chi è l’altro … per non parlare dell’Altro …. Si , è drammatico , giacché tutto è in funzione del possesso finalizzato a sè e , perfino la carità è fatta nella misura del proprio interesse . Tutto viene posto davanti a Dio facendoci allontanare , separare , da Dio , il testo dice
“ tra noi e voi vi è un abisso “ … ma di quale abisso si tratta ? L’attenzione sembra rivolgersi altrove e non verso la direzione del viaggio … sapere dove si é diretti , l’orientamento del viaggio , potrebbe far scoprire che il miracolo può avvenire , e se si ha occhi per vedere , il caos / disordine , ci si accorge come le occupazioni quotidiane , il feticcio della certezza del Qui e Ora , generino rapporti fittizi e relazioni malsane …ma Il Regno di Dio è inaugurato e non si torna indietro ..

 

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XXV Dom. Per Annum

(Lc. 16,1 – 13)
Esiste una generosità che sconosciuta allo stesso donatore porta beneficio a chi la riceve . Il guadagno ingiusto rimane tale agli occhi di Dio , ma che ne sarà dei testimoni beneficati …. non peroreranno la nostra causa davanti a Lui ? Strana logica … no ? Però è così … ma pensate un po’ se il diavolo ha il triste potere di fare che il bene sia male , Dio dal male sa sempre ricavare il bene . L’unica cosa che non rimpiangeremo di aver fatta è la nostra generosità anche se il bene é stato fatto con il nostro stesso male …
ci pensiamo un po’ su … dai .

 

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 XXIV Dom . Per Annum

( Lc . 15 , 1-32 )

Tra i miti del nostro Tempo c’è quello del
“ primo della classe “ che garantisce con la sua sola presenza l’Ordine e la Disciplina . È così noi tutti ne abbiamo
“ bisogno “ , è quasi necessario avere questi capetti , decani , “ figli maggiori “ (?) eppure il “nostro prodigo spendaccione “recupera il senso di chi è , dai maiali che ,
“ mangiano a sazietà “
Che strana coscienza quella dei maiali (!!!) . La sazietà del porco come risveglio … cosa sazia ? Cosa non sazia ?
E poi l’ambivalente etimo della prodigalità non vi suscita curiosità ? Prodigo : Donatore o Spendaccione sempre in eccesso e in entrambe le situazioni l’ azione é fatta con facilità , senza misura .. mi chiedevo se le caratteristiche del Figlio , della pecorella smarrita , della dracma perduta non trovassero ragioni più profonde per gustare più intimamente e personalmente la misericordia di Dio che ci raggiunge – IN –
Gesù . San Giovanni Paolo II scriveva : “ La Misericordia di Dio ha un nome storico: Gesù Cristo “ e , nella mia e nella Tua storia questo nome ( il nome è l’ essenza in ebraico ) c’entra ? Senti che Ti corrisponde ?

 

 

 

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XXIII Dom. Per Annum

( Lc.14,25-33)

Tante sono le matrici che costituiscono le nostre certezze : familiari , sociali , culturali , religiose … e … poi … ? Poi accade che Ti accorgi che Ti sei appoggiato a castelli incantati a fiabe , seppur ben compaginate , che rimangono sicurezze effimere … , sicurezze ed appoggi che garantiscono ? … cosa ? É questione secondo una dubbia ascesi , di squallidamente privarsi di cosa , se abbiamo perfino paura di qualche grado in meno nel prossimo inverno ? Quali e La cosa ( RES ) di cui potrò dire con il Salmista : “ In Te Signore difesa ed appoggio solo Tu sei la mia speranza nella Terra dei viventi “
[14:01, 3/9/2022] Padre Cesare:

 

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XX II DOM. Per Annum

( Lc. 14, 1. 7-14)
Il mio commento di oggi lo lascio Tutto al video ; fatta eccezione per una frase che mi ha impressionato qualche anno fa e prego Dio continui a farlo per ancora molti anni : “ Solo Dio dona gratis , gli uomini si scambiamo sempre qualcosa “ .
E Noi ? Doniamo o regaliamo ?

 

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XXI DOM. Per Annum

( Lc.13,22-30)

L’icona della porta rilevata dal Cristo non é estranea ad altre tradizioni … ma l’aggettivo “ stretta “
per meglio dire
“ piccola “ ê indicativo di un ridimensionamento delle prospettive delle nostre “ entrate ed uscite “ …. una porta in definitiva questo …. del resto essere
“ deportati “ , esperienza drammatica anche più recente del popolo d’Israele , indica come questa icona non é solo espressione di sorpresa o nuove esperienze La “porta “ , ancora ê indicativo nel suo etimo di essere “introdotti “ in contesti susseguenti ai precedenti … ribaltamento di valori non più della casa sicura … ma del “ fuori porta “ … insomma un nuovo modo di agire e di pensare …. sarà un caso che qualche anno fa un film Horror s’intitolava … “ Non aprite quella porta “?
E …. noi per paura dell’ignoto non La varcheremo ? Forse ci sconcerta il fatto che per passare per la porta piccola dobbiamo farci piccoli ? Abbiamo paura della piccolezza. Perché ?

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( Lc. 1,39-56 )
L’Essere e l’Esistere di Maria sono ricondotti a Dio , riportati nel miracolo della Resurrezione di Cristo , ricollocati ,
AB – SUNTI da dove venivano perché nulla ha mai , e ripeto nulla ha mai in Maria contrapposto, ritardato , ridotto , avversato , etc … Dio medesimo !!
Il Tutto di Dio é in Maria un solo Luogo Santo degno di ritornare ad un “per sempre “ , di cui ineffabilmente percepiamo La vastita balbettando seppure dogmaticamente … Maria é Il Luogo dell’Essenza e dell’Esistenza di Dio .
“ poteva Ella conoscere la corruzione del sepolcro , Lei , che ha portato nel Suo Seno Immacolato , Lo stesso Autore della Vita ? “
Chapéu !

 

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XX DOM. Per Annum

(Lc. 12, 49-57 )

Ê interessante che Gesù tiri in ballo uno dei quattro elementi naturali posti ad origine del mondo … e credo assai più intrigante se questo elemento poi trovi il suo posto anche nella tradizione e letteratura Giudaica – Cristiana . Domenica scorsa : La Notte … questa : Il Fuoco … Può solo portare ad una semplice considerazione : perché Gesù dice : “ Io Sono venuto a portare il Fuoco sulla Terra “ .
Un operazione ardente ? Un azione bruciante ? Una manifestazione deviata di un piromane ?
É utile senza addentrarci ai risvolti storico salvifici e mistici della Quaestio che mi fermi con Voi a prendere in considerazione solo il Nome di Gesù in ebraico , dividendolo come doveroso , in Tre parti :
JE-SH – HU .
Una prima YE , quindi la consonante SHIN infine la sillaba HU .
“ componendo la prima e l‘última si ottiene :
YEHU – YAHWEH che può essere a sua volta interpretato con l’Unione di due pronomi relativi maschile e femminile
LUI – LEI ; oppure come due ideogrammi di una forma vivente compiuta YE ed in altra in via di compimento HU .
La consononante SHIN simbolo del Fuoco indicherebbe la – funzione – di Gesù che è quella di saldare ciò che è separato in un’unità superiore .” ( CFR Balducci ) Gesù resta quindi conciliazione degli opposti , accendendo le ardenti visioni profetiche . La Sua separazione non è per la separazione ed il Giudizio ma per l’incontro degli opposti in una superiore e più completa sintesi . Una superiore unità . “ Il Fuoco sulla terra “ dunque , è il compimento di un ancora incompiuto in ciò che è l’infinito compimento ..
“Il Fuoco ha da ardere “ .

 

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