Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata sempre Vergine Maria

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( Lc.1,26-38)
Prototipo Genesiaco del credente Maria è cantata stella del Mattino… “Aurora più bella “ di quanto noi Tutti e Tutte non osavamo perfino sperare . “La Donna più giovane del peccato “ la chiamò San Giovanni XXIII . Titoli che , senza fine la celebrano … ci sentiamo per singolare Grazia Battesimale uniformati alle Sue grandi prerogative ? Alle Sue perfette fattezze ? In Maria contempliamo come Dio ci ha creato “ La Sua Unica Bella ed Concezione “ noi , concepiti , guardiamo a Lei ed esultiamo nel Gaudio intimo della comune sorte che ci é stata concessa : “ …predestinati ad essere Suoi figli adottivi santi ed immacolati al Suo cospetto nella carità “ così la seconda lettura di oggi … che dire di più se non cantare La Gloria di Dio che ha fatto di Maria La :
“ Gratia plena “ ?

 

 https://youtu.be/MHreJXGEN6s

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II DOM . DI AVVENTO

( Mt. 3, 1-12 )
“Teshubah”é il termine tradotto in modo insufficiente con “ fate penitenza “ …sarebbe più utile ricordare che l’espressione semita dica piuttosto :
” Tornate alle origini dell’Essere “ ; tornare quindi al duplice battesimo annunciato dal Battista , che ci immerge nell’Essere ,coincide con l’essere portati “ in un divenire “mediante il deserto , da Chi ci vive non per esigenza emotiva o moralistica ma da Chi ha scoperto che l’esistenza separata dal cuore dell’Essere é immagine sfigurata della creatura e che solo in una completa nudità l’uomo può trovare la sua verità e la sua armoniosa gioia . Accogliamo in questa Seconda Domenica di Avvento la “ figura “
Del Precursore , che c’invita a disporci , nudi come al nostro Origine e come nel Suo compimento .
“ nudo sono uscito da Dio e nudo vi ritornerò “ Giobbe … docet .

 

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 I Dom . Di Avvento

( Mt. 24, 37- 44)
“É tempo ormai fi svegliarvi dal sonno perché la Salvezza é più vicina ora di quando diventammo credenti “ ; così la Seconda Lettura tratta dalla Lettera di S. Paolo Apóstolo ai Romani dell’Odierna Liturgia . Si , é più vicina la Salvezza , perché perché é “ Già ma non ancora “ completa/ completata in noi . Vari sono i generi di sonno a cui fanno seguito relativi risvegli ok
[07:19, 24/11/2022] Padre Cesare: Si , ok , vada anche per diversi risvegli , ma questo non siano ancora più intorpiditi del nostro assopirci . Ci addormentiamo per stanchezza , sfinimento … ma perché siamo
“ stanchi “ ? Il passaggio dal sonno al risveglio non é forse metafora ? Risposta a quanti “ giacciono (ancora ) nelle tenebre e nell’ombra di morte” ? Allora con il canto quotidiano di Zaccaria chiediamo :
“ visitaci ancora come Sole dall’alto ed orienta i nostri passi sulla via della pace “

 

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( Lc.23, 35 -43)

Le contraddizioni che “ il racconto “ di Luca fino alla fine provoca nel lettore giungono allo Zenith dello “scritto posto sul Suo capo “ quasi come una corona … contrariamente ai condannati che portavano appesa al collo la ragione della condanna … il peso della pena ; ma Gesù porta Lui , nella Sua carne condannata innocentemente , il motivo della Sua crocifissione . Con ciò viene chiuso , ma Egli non chiude Il Suo corpo , la Sua vicenda in una preziosa tomba, in un aldilà solo e soltanto per Lui ,sigillandone l’accesso , ( CFR immagine in bianco e nero é la Tomba sigillata del Faraone Tutankamen chiusa da millenni fino alla scoperta ) ma , Egli , La Vita dice : “ Oggi sarai con me in Paradiso “ ad uno dei malfattori . Con questa certezza di un “Oltre Dialogico “ perfino con il male fatto … , giunge anche al suo culmine L’anno C , L’Anno di Luca che passa la staffetta a Matteo nuova fonte di conoscenza delle Sacre Scritture e quindi di Cristo , questa Solennità intermedia , d’intermezzo , ci doni la gioia di riconoscere in Cristo Reggente l’Universo , il senso del tempo scandito dalla certezza di Lui , Re universale che é che era , che viene . Amen .

 

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XXXIII Dom per Annum

( Lc. 21, 5 – 19 )
La Schiavitu della comodità e del benessere e della sicurezza strutturale ; l’angosciosa paura del domani ed in ultima istanza della morte ; l’ultimo spavento , il fanatismo religioso , il più atroce degli ostacoli e difficilmente guaribile . Davanti a tutto ciò Gesù cosa dice ?
Che risposta da Gesù ? Perseveranza e Pazienza ; secondo Lui solo così s’impara a corregere l’EGO ( ad eliminarlo , fosse pure per un po’ ) e a transfonderci nell’altro ; solo così , senza sguardi di sospetto e di prevaricazione , accogliendo l’altro in pura perdita , edificando le pareti della pace , potremo , far sì che , coltivando Amore , Il Sole di Giustizia, Possa ergersi , e per l’attesa perseverante del Suo Giorno ,
“ salvare le nostre anime “ .

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XXXII Dom. Per Annum

( Lc 20, 27- 38)

Quante cose cambiano nel nostro corpo … quanto cambiamo noi , quanti oggetti di nostra proprietà e , ad un certo momento qualcosa di noi andrà oltre questi oggetti … perché ? Perché siamo oltre , oltre le cose , e abbiamo fede in quella metamorfosi che già ora esperiamo . Gli elementi biochimici si scomporranno entreranno in altre forme ma l’Io eterno che è in noi e che viene da Dio , andrà oltre . Il corpo della resurrezione va sviluppato ora , il resto conta poco o addirittura non conta . Quello è il punto di partenza , i germi di vita se infimi sulla terra saranno infimi anche dopo , se nobili saranno nobili … anche poi , la buona possibilità di certezza è che già d’ora un saggio l’abbiamo … Il Dio della vita non poteva che aprirci sentieri di accoglienza … saggi di eternità .

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XXXI Dom. Per Annum

(Lc. 19, 1 – 10)

Salire su di un
“ sicomoro “ , albero della follia , così era considerato nella tradizione religiosa , vuol dire acquisire un pensiero diverso dalla massa ; diventare folle . ( la croce di Cristo era fatta dall’albero di Sicomoro ) Zaccheo diventa un folle forse perché vuole guardare le cose dall’alto e forse con una ungimiranza altra dal tempo delle lancette … C’è un Kairos che differisce dal Cronos … per l’Evangelo secondo San Luca é il tempo della Misericordia , e non più dei sacrifici , il tempo della Grazia per Tutti e Tutte . Il Tempio nel Tempo , fosse pure “nella Casa del Capo dei pubblicani “

 

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XXX Dom . Per Annum

(Lc. 18, 9-14)

La peculiarità di chi s’immerge in Dio é di chi si riconosce per ciò che è senza di Lui .
Bearsi di quanto si é fatto senza riconoscerne l’intenzionalità che muove l’azione , ha il becero risvoltò dell’apparenza , della maschera e … perfino davanti a Dio . Del fare senza l’essere . Lasciamo allora al Creatore del cielo e della terra La Sua prerogativa Divina ; senza supporre di noi stessi , che senza di Lui “non possiamo far nulla” . La preghiera vera è allora lasciare che Dio ci guardi come siamo , e che si degni di rivelarci quanto e ciò che siamo , così , come siamo , costituiti , elevati IN CRISTO a l’oggetto / soggetto del Suo Amore … della Sua opera di giustificazione ( giustizia ) . Stare con Dio … stare davanti a Dio , nonostante tutto e tutti e tutte ; sapendo semplicemente di essere amati . E cosi amati , stare con Lui … che ci ama e ci giustifica … preghiamo , stiamo davanti a Dio , con Dio . Sempre senza dissertare .

 

 

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