CORPUS DOMINI

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CORPUS DOMINI

(Gv. 6, 51-58)
Quanto di corporeo c’è nella mia fede
Uno se lo chiede , perché tutto acquista valore, nella misura in cui professa COMUNIONE. Ma comunione cosa vuol dire per noi, entrare in comunione, vivere in comunione, rimanere in comunione. Pane e vino alimenti basilari ed archetipici dell’umanità mediterranea
diventano tra le mani di Cristo il supporto della Sua Presenza e ne raggiungono il compimento. Riceviamo “le energie divine“ e diveniamo sempre più uno, il cibo per essere nutrimento dev’essere assimilato e assimilando il pane dalle mani di Cristo che lo dona, che si dona nel pane, transustanzia ogni cosa che “con Lui, per Lui, in Lui“  viene in contatto nel turbine dell’eterno esistere di Dio. Vita che esplode ed implode; eterna riassunzione, eterna rigenerazione, cerchio che tutto comprende e non ne é compreso.
Paragoni esemplificazioni plausibili sono per analogia l’unione dei corpi che divengono UNO ma senza perdere la propria alterità ma fondendosi in più totale e totalizzante
Inebriante estasi.

 

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Santíssima Trinità

(3,16-18)
Siamo ricondotti ad una notte forse la più emblematica del “ pensiero “ di Dio come Gesù ha cercato d’ispirarci ….. la notte di Nicodemo , quella del “maestro religioso “ che vuole capire , ma , Dio non si afferra con un sistema cerebrale o un assioma matematico , Dio é Vita … e come racchiuderne il contenuto esperienziale in un definirsi ? É una “auto condanna” al non senso che c’infliggiamo quando supponiamo , pensando , di capire senza credere . La vita é un affidarsi e affidarsi é degli amanti .La Trinità in noi , porta con sé questa intima nostalgia di vita che ci dice voglia eternità nelle cose , nelle relazioni , nei momenti , nel lavoro … vogliamo “ durino per sempre “ che sarà mai questa voglia di eternità che batte fino alla fine dei giorni nel nostro cuore ?

 

 

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PENTECOSTE

(Gv 20, 19-23)
Lo Spirito e le Sue bufere “conducono “ sempre fuori ; fuori di casa , fuori del tempio , fuori delle parole , fuori insomma , e quante volte noi abbiamo ingabbiato lo Spirito .
Forse il rappresentarLo come un uccello alato non è stato poi così male come intuizione metodologica dei redattori delle Sacra Scritture . Insomma , Un Respiro Nuovo , sembra , che inalarne “Lo Pneuma” dia spazi complessi , Umano – Divini , Cristifichi , faccia Figli e Figlie , dia un senso di appartenenza …. Lo Spirito dà questa certezza / forza di essere Figli – Figlie del Padre e “ Potente- mente “ infonde i Suoi doni : “ Sapienza , Intelletto , Consiglio,
Fortezza, Scienza, Pietà , Timor di Dio . L’Inafferrabile ed Inneffabile Dio Spirito Si dona come Acqua da cui abbeverarci . Disseterà ancora le nostre fauci riarse e con le nostre lingue umide canteremo anche in punto di morte ….. “ le meraviglie del Signore “ …… “ Veni Creator Spiritus , mentes Tuorum visita ….”

 

 

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VII Dom. Di Pasqua

( Gv. 17,1-11)
Si chiude con questa Domenica il tempo di Pasqua , con una Parola : Gloria .
Parola complessa che implica conoscenza , accoglienza , riconoscenza , perseveranza , testimonianza ….un tempo che é l’ultimo quello che si frappone tra il Cristo nella Gloria ed il Suo ritorno nella Gloria . Il tempo della Chiesa , il Tuo ed il mio tempo … é Glorioso ?

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 Ascensione del Signore

( Mt. 28,16-20)
“C’è da chiedersi perché festeggiare uno che se neva ?” Non é andato al “ di là delle nubi “ ma al di là delle forme; mi sembra poter sintetizzare il pensiero con le parole dotte e limpide di Papa Benedetto XVI : “ Ascensione non é un percorso cosmico geografico, ma é la navigazione spaziale del cuore che Ti conduce dalla chiusura in Te all ‘Amore che abbraccia l’universo “ . Cristo in tutte le cose non più in un punto della terra , nello spazio ristretto ed angusto del Suo possibile umano , ma ormai
Cristo che diviene forza ascensionale del cosmo non si tratta di raggiungerLo , ConquistarLo, é già dentro , si é dato , rimane : “ IO SONO CON VOI FINO ALLA FINE DEL MONDO “
Rimane un compito :
“ immergete e insegnate l’Amore “ .
Immergete nella Vita di Dio e Insegnate ad Amare e a lasciarsi Amare prima e poi a donare Amore . Credo …Amo … Spero …

 

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 VI Dom. di Pasqua

( Gv. 14, 15-21)

Un punto di partenza libero : “ SE mi amate “ ; tutto acquista valore se insegnato nella e dalla libertà . Questo abbraccio fecondo , luminoso, senza ombre , libero : Lo Spirito della libertà il vero respiro di Dio e dell’Uomo ; é per questo prega Gesù perché noi abbiamo ad essere ed agire nella libertà ; La libertà , gloriosa libertà , amare liberamente , cambia la vita , per questo é una legge interiore / Spirituale , perché solo così può essere ben più esigente di ogni legge esteriore .

 

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 V Dom. di Pasqua

(Gv. 14 ,1- 12)
Può darsi che queste parole non siano così estranee agli uditori di Gesù , ma , c’è un sottile passaggio , uno stato di coscienza , il fatto che la religione del “ Padre “ ha ora in Cristo la coscienza della Figliolanza Divina
Coscienza che
Non compiuta , rivela il “ non risveglio “ dei cristiani nonostante quasi oltre duemila anni di annuncio ; cioè nella Novella dell’io essenziale , irriducibile , veniente da Dio quale dono . I legami ancestrali , civili vengono “ aboliti “. Siamo chiamati “ in assoluta solitudine di fronte all’infinito di Dio, a tenersi in piedi con la forza del nostro io cosciente per raggiungere l’affrancamento da ogni terrena costrizione e vivere la libertà dei figli di Dio La religione dei figli consiste nell’assumere decisamente la statura dei figli di Dio e superare il limite che separa la morale di sottomissione dall’etica di liberazione che fa di tutti i legami terreni inutili particolari
“ Io Sono La Via , La Verità , La Vita …..”

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IV Dom. di Pasqua

(Gv. 10,1-10)

Ritorna la Domenica detta del “Buon Pastore” e già l’aggettivo italiano si distanzia dall’Aramaico che recita : “ BEL Pastore “ , e ci sarebbe da fermarsi su questa proprietà di bellezza che muove passi altri dalla bontà . Ma sarebbe lungo entrare in merito a come e perché la bellezza è più “commovente “ della bontà ….. Inizierei con il fatto che La porta separa ed unisce 2 ambienti , 2 spazi , 2 gradualità dell’essere , 2 matrici , due mondi distinti da strutture fisiche , psicologiche , mentali . Varcare la soglia significa il passaggio da un modo di essere ad un altro ; una demarcazione tra un mondo conosciuto ed uno sconosciuto .( Gen. 28, 17 ) per Giacobbe è avvenuto così . Negli edifici sacri le porte sono “ custoditi “ da draghi , angeli , sfingi , personaggi divini o semi divini …. Così una volta varcato il Tempio di Gerusalemme vi era il luogo piu intimo “ Santo dei Santi “ dischiuso ai soli Sommi Sacerdoti una volta all’Anno a Pasqua …. Era nascosto da un velo . Ora il velo è squarciato ! Con Cristo la verità diventa Pane e Vino condiviso con Tutti ; lo spirito scende nella carne degli uomini …. “ le pecore riconoscono la mia voce “ perché il Nome del Pastore è dentro di loro . Si tratterà allora di prendere coscienza del nostro “ io divino” varcando la porta iniziatica che è Cristo e rispondere quindi personalmente al nome con il quale da tutta l’eternità ci chiama a nascere una seconda volta . Si tratta quindi vedere la porta e quale “ Voce “ ascoltare …

 

 

 

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III Dom . di Pasqua

( Lc . 24,13-35)
La virata verso Luca potrebbe lasciarci perplessi ma non per questo le sue righe sono meno intense .
Non hanno bisogno di piaghe o ferite da toccare ma lo
ri- conoscono nello spezzare del pane . Quante volte nel linguaggio delle passioni amorose diciamo : “ ci siamo ri – conosciuti “ , il pane evoca processi evolutivi dal seme alla spiga alla farina al pane che poi dato diviene nutrimento … viti , olivi , grano hanno costituito le composizioni nutritive e simboliche del mediterraneo … ed il contesto accettabile ma resta il punto nodale che ne allarga gli orizzonti … “lo spezzare “ non lo affettò o sbocconcellò lo spezzò termine ultimo di una azione ultima quella dello “spezzare / spezzarsi “
Il ri – conoscimento è in quel dare la vita , spezzarsi appunto . Lo riconoscono perché mai nessuno , a loro noto , aveva dato e dá la vita , si è spezzato e si spezza , come Lui .

 

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II Dom. di Pasqua

( Giov. 20, 19-31)

Una pagina celebre anche per più distanti dalle “Convocazioni domenicali “ ; già perché di convocazioni si tratta e non di precetti fossero pure “ festivi “ , roba calendari formato gadget… rosso festivo nero feriale …. Impietoso ritmo del tempo a strappo … come un rotolo di carta igienica un po’ più dura …. È nella Domenica , il “ Dies Domini “ ( Giorno del Signore ) , in cui si gioca la Pagina di Tommaso Apostolo , “ In quello stesso giorno il primo dopo il sabato …….. Otto giorni dopo …..” espressioni che indicano di un
ad- unarsi in memoria di un primo aggregarsi intorno , in un luogo “il cenacolo “ dove il profumo del pane e del vino era ancora ancora nell’aria ….
Nonostante “ le porte chiuse “ Gesù da La Sua Pace che “manda “ , con il conforto dello Spirito Suo “alitato “ … e Tommaso ? Tommaso si , crede , ma all’Eroe … colui che si è lasciato torturare ed uccidere per un alto ideale : la liberazione d’Israele ….. “ credo alle piaghe “ ma La Vita IN Cristo non è negli eroismi spettacolosi ma esperienza “comunitaria “ di un Vivente , la Tua fede da sola Ti fa arrivare fino alle piaghe ed è già molto , ma poi ? Ci vuole l’appartenenza , che non sostiene in un immaginario collettivo ma da vigore al “ Tuo “ credere ; stessa esperienza ma con risposta unica per Tommaso “ Mio Signore , Mio Dio “ unica affermazione in Tutti i Vangeli che riconosce in Gesù esplicitamente e semplicemente “ DIO “ ; ma “ Mio “
Credo , che “ andare Messa” possa aiutare , no ?

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