(Gv. 6, 51-58)
Quanto di corporeo c’è nella mia fede
Uno se lo chiede , perché tutto acquista valore, nella misura in cui professa COMUNIONE. Ma comunione cosa vuol dire per noi, entrare in comunione, vivere in comunione, rimanere in comunione. Pane e vino alimenti basilari ed archetipici dell’umanità mediterranea
diventano tra le mani di Cristo il supporto della Sua Presenza e ne raggiungono il compimento. Riceviamo “le energie divine“ e diveniamo sempre più uno, il cibo per essere nutrimento dev’essere assimilato e assimilando il pane dalle mani di Cristo che lo dona, che si dona nel pane, transustanzia ogni cosa che “con Lui, per Lui, in Lui“ viene in contatto nel turbine dell’eterno esistere di Dio. Vita che esplode ed implode; eterna riassunzione, eterna rigenerazione, cerchio che tutto comprende e non ne é compreso.
Paragoni esemplificazioni plausibili sono per analogia l’unione dei corpi che divengono UNO ma senza perdere la propria alterità ma fondendosi in più totale e totalizzante
Inebriante estasi.
