(Gv. 10,1-10)
Ritorna la Domenica detta del “Buon Pastore” e già l’aggettivo italiano si distanzia dall’Aramaico che recita : “ BEL Pastore “ , e ci sarebbe da fermarsi su questa proprietà di bellezza che muove passi altri dalla bontà . Ma sarebbe lungo entrare in merito a come e perché la bellezza è più “commovente “ della bontà ….. Inizierei con il fatto che La porta separa ed unisce 2 ambienti , 2 spazi , 2 gradualità dell’essere , 2 matrici , due mondi distinti da strutture fisiche , psicologiche , mentali . Varcare la soglia significa il passaggio da un modo di essere ad un altro ; una demarcazione tra un mondo conosciuto ed uno sconosciuto .( Gen. 28, 17 ) per Giacobbe è avvenuto così . Negli edifici sacri le porte sono “ custoditi “ da draghi , angeli , sfingi , personaggi divini o semi divini …. Così una volta varcato il Tempio di Gerusalemme vi era il luogo piu intimo “ Santo dei Santi “ dischiuso ai soli Sommi Sacerdoti una volta all’Anno a Pasqua …. Era nascosto da un velo . Ora il velo è squarciato ! Con Cristo la verità diventa Pane e Vino condiviso con Tutti ; lo spirito scende nella carne degli uomini …. “ le pecore riconoscono la mia voce “ perché il Nome del Pastore è dentro di loro . Si tratterà allora di prendere coscienza del nostro “ io divino” varcando la porta iniziatica che è Cristo e rispondere quindi personalmente al nome con il quale da tutta l’eternità ci chiama a nascere una seconda volta . Si tratta quindi vedere la porta e quale “ Voce “ ascoltare …




