( Mc. 10,46-52)
Luce e Tenebre sono alternanze necessarie senza delle quali il tempo sarebbe caratterizzato da forme cristallizzate di definizioni di definizioni . Ed é quello che accade con le tre pennellate che Marco dà dell’ interlocutore di Gesù di questa XXX Domenica “ : “ cieco , mendicante , seduto “ . Se vogliamo tutte caratteristiche che dicono delle tenebre che lo circondano , del fatto che vive solo se gli altri lo “ aiutano “ , e da ultimo è seduto , si è arreso (?) si sente un fallito ( stupido …. cfrLyrics della song )
È da solo . In tutte le possibili umane condizioni ; ma così sa anche , che non può finire la Sua vita , il fallimento non è l’ultima voce che si erge a considerarlo un mentegatto : allora , comincia a gridare, e nonostante tutto , e tutti i possibili impedimenti e sgambetti , Egli grida , Lo più forte , e Gesù LO CHIAMA … gli ridona un identità lo solleva a Sè , al Suo livello , ora , può guardare attorno a Sè ed oltre Sè , e … come non seguirLo ? Chissà quali altre avventure. Veramente il “buio“ non è sempre così pauroso , l’altro non é un oggetto di uso , abuso o consumo , la sedentarietà si chiude con un colpo di reni, segnato da un appello , il buio diviene luce , l’altro é fulgore di Verità , l’andare dietro , il seguire Gesù é slancio d’Amore riconosciuto , quindi , offerto
“ I find You in the dark“
“ Ti ho trovato nella ( mia ) oscurità “ .




