( Mt 5, 17-37 )
Il compimento di Gesù sta nel ridare al Decalogo il Suo contesto relazionale e dialogico … che la polvere della burocrazia sinédrita e ….. chiesastica ancora impone . Viene Gesù e collega passato e presente con quel “ Ma io vi dico “ , ristabilendo un rapporto VIVENTE , l’insieme di una relazione che giustifica la volontà libera di chi parla e di chi ascolta . É una pagina lunga ed articolata come un corpo , di ossa , nervi , muscoli … credo che la ricomposizione della buona e nuova creatura richiede aspetti complessi spaziali e temporali che sfuggono ad un superficiale ascolto , ad un istantanea fosse pure ripresa da occhi curiosi , direi necessaria una meditazione compiuta , cioè un sereno “hic et nunc” , qui ed ora a cui non ci si può più sottrarre . Se Gesù é la Parola di Dio la Scrittura ne é il grembo che raggiugne il suo apice nell’interpretazione e il loro ultimo criterio nel discernimento ; i cammini compiuti nello Spirito non vengono abrogati ma riconosciuti come tappe necessarie per “man – tenere” quanto umil-mente accolto e percepito . Che il nostro sia un Dio vivente lo sapevamo , ora ne abbiamo certezza .



