Pentecoste ( Gv. 14, 15-16 .23,26 )
La folgorazione dello Spirito segna l’ingresso del l’eternita nel tempo , di ciò che dura in eterno , nel mondo dell’effimero e del transitorio . Gesù ha dichiarato che se non fosse tornato al Padre non avrebbe potuto inviare Lo Spirito . Questo gesto ultimo di Cristo , Dal Padre , compie la trans formazione dei discepoli da paurosi a testimoni , da ignoranti a sapienti , da vili a coraggiosi …. Rimasero certo nei loro corpi di carne , necessari per la loro testimonianza , ma , le loro energie bruciate dallo Spirito Santo divennero forze santificatrici ed elevatrici di Dio .
Lo Spirito Santo , resta per noi , con noi , ed in noi , perché l’Opera di Cristo ci qualifichi figli e figlie , operando la nostra continua divinizzazione , e dandoci Divina Potenza , perché la nostra vita sia . Siamo messi nella “ conditio sine qua non “ di poter dilatare i nostri spazi interiori a punti di non ritorno , a quanto di più infinito osiamo pensare e perfino credere . Che “Le bufere dello Spirito “ ci travolgano ancora con l’infinita dolcezza che le è propria , ( “ ….Dulcis Hospes animae…”) e ci doni sempre il suo omnipervadente Amore . AMEN.




