XVI Dom. per Annum , commento all’Evangelo secondo San Matteo capitolo 12, 24-43
Il seme del Regno , che è La Parola di Dio non chiede che di germinare , il dover dell’uomo è quello di non porre ostacoli alla crescita ; trarre il bene anche dal male è pensiero e operazione di Dio.
C’è in noi un germe di giustizialismo che vuole vedere … subito il Fiore , il Frutto , nel suo crescere , senza possibili ritardi , deficienze , malsanità , tutto : “ perfetto “ !
E Gesù ? Egli ri- evoca nel tempo del Tutto e subito , che ci sono tempi necessari , avvolti anche da meschini ritardi e pigrizie e deficienze incoerenti , perché provocate dal “ passo d’uomo” che conosce rallentamenti e cadute , ed anche pericolose anticipazioni , corse verso traguardi discutibili . Voler “ togliere la zizzania “ , perché “ dannosa al grano “ , per Gesù non è “ buono “ , e sembra addirittura che lasciarla sia necessario . L’essere Umano nella sua nativa nudità crede potersi schierare con armature e strumenti che , sembrano renderlo , giusto , ma , cosa meglio Chi ci rende giusti ? Perché pensiamo di farci giustizia da soli ? Da cosa ci difendiamo ? “ il campo “ dove “ il Seminatore , ha seminato “ non è forse “ il SUO campo “ ? Ergo , l’invisibilità feconda del “ granellino di senapa “ , la non evidente generativita del “lievito” che sono simboli del Regno di Dio , mi fanno audace nel suggerirvi un adagio biblico che La Tradizione monastica ha fatto suo :
“ sto in silenzio davanti o Signore perché sei Tu che agisci “ . Si , Signore , io sono nudo davanti a Te , fammi capire che “ tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, e per Coloro che sono chiamati, secondo i Suoi benevoli disegni “ ,
Davvero Signore , Tu Solo Sei buono !




