XXX Dom. Per Annum , Commento all’Evangelo secondo Luca 18, 9 -14
Occupazione prima di uno spirito intelligente , è fare orazione , “ lavoro interiore , che opera l’individualizzazione della verità , realizza quel quantum di conoscenza , che lo strumento mentale può raggiungere .”
Fin qui una plausibile definizione . Ma entrare nel tempio interiore e non solo in quello esteriore è altro dal decifrarne i confini . Conoscere il proprio limite senza per questo sentirsi superiore agli altri e autogiustificarsi , è fatto complesso . Criterio di giustizia allora non è il vanto di quanto si fa , ma tuttal’piu di chi si è ; ma siccome il credente ha origine e compimento in Dio , se professante , sa che nulla può di più far valere , Lui e Lui solo . La preghiera quindi , neppure come un Io – Tu , dinamiche ancora troppo legate perfino al personalismo Ateo , ma da un Io e Lui , indicando così relazione cosciente e consapevole tra creatore e creatura , bandendo fronzoli , ed artificiosi meriti oppure perfino gradi o titoli effimeri rispetto alla relazione stessa . La nuda giustizia di chi , riconosce intelligentemente le parti in “ Causa “ , e sa agire in conseguenza , “ senza arte né parte “ .



