XXVIII Dom per Annum commento all’Evangelo (Lc. 17,11-19
Nella prima lettura dell’Odierna Liturgia si parla di un lebbroso guarito , perché si lavò nel fiume Giordano “ ….e la sua carne ridivenne come la carne di un giovanetto …” ; apparentemente , si tratta quindi , di pustole , lebbra , e di pelle liscia , guarigione , analogamente nella pericope Evangelica . Tutto qui ? Nella pagina Lucana ,l’azione si svolge tra il sacerdozio ufficiale e Cristo . Dieci lebbrosi , guariti . Nove sembrano perdersi nel rituale del Tempio , uno solo un Samaritano , L’eretico , non si trova a suo agio a Gerusalemme ma con cuore sensibile e grato ritorna a Cristo . Tornare a Cristo , nuovo Tempio … Noi cristiani siamo chiamati ad edificare il Tempio dello Spirito , le nostre strutture rituali , ecclesiali , danno forma allo Spirito , ritornare a Cristo significa è accettare il rito è ciò che sta fuori di esso . Le strutture umane non sono il fine ma un mezzo . Ancora , però , Un ultimo gesto imprime la verità di Cristo e del Suo “ Misterium “ , e del Lebbroso , samaritano, guarito : la gratitudine nuova , l’amore nuovo , che manifesta la vera e NUOVA umanità inaugurata dal Cristo e perseguita dai “ Cristi “ ( cristiani ) .



