( Lc 10, 25-37)
Mi sono spesso domandato cosa significasse avere il senso di Dio e se per un momento ci mettessimo nei panni del malcapitato della parabola ?
Soccorso da un eretico , un extracomunitario , da un “ nemico “ … perché il soccorritore della parabola é “ il buon samaritano “ supponendo con l’aggettivo “ buono “ che non ci sono poi Samaritani così ? Ed allora quale senso dare al suo soccorso ? La diversità che ci spaventa , l’etnia che ci sconcerta , la lingua che non capisco , la religione che chissà la nazionalità che non é nell’anagrafe del mio paese , della mia città non ha il il mio ….non ê il mio … in somma é l’Altro …. eppure perfino i più “buoni” della mia etnia , religione , lingua , nazione , sono andati oltre , pensando che oltre ci fosse la risposta … già ….il perfetto nemico del bene … mi ha soccorso uno che non é dei nostri … “un samaritano “ e poi dobbiamo pure riconoscerlo “ buono “
Come ê possibile ?
Saranno le mazzate che ho preso e il fatto che mi hanno fregato tutto e non ho più niente da perdere ,che mi lascio sorprendere ed aiutare da quest’ultimo ?
Allora forse é questione di ferite ? ruberie ? Cosa mi ferisce da cosa sono stato derubato ? Dove stavo andando ? Da dove venivo ? Vuoi che la strada per TUTTI e TUTTE ….ha qualcosa da dirmi ?



