Cronaca di una morte annunciata
La coreografia che porta il nome di «Commemorazione dell’ingresso di Gesù in Gerusalemme» ci e’ risparmiata causa CoViD… e menomale!
Cosi magari poi ci concentriamo più sulla Parola che sulle forme della mimesi annuale.
Suggerirei un invito semplice a riconoscere la regalità del Cristo e a non ammalarsi troppo di “messianità”, com’è accaduto a chi fisicamente lo ha accolto nelle mura di Gerusalemme.
Abbiamo una speranza più grande che fa ri-conoscere in Gesù il Re veniente!!
Allora?
All’ora che viene diamo il nostro assenso ed accogliamo la regalità di Gesù, Figlio di Dio, che porta su di sé i peccati del mondo, e viene anche a giudicare la terra «con giustizia e rettitudine».



