(Lc. 18, 9-14)
La peculiarità di chi s’immerge in Dio é di chi si riconosce per ciò che è senza di Lui .
Bearsi di quanto si é fatto senza riconoscerne l’intenzionalità che muove l’azione , ha il becero risvoltò dell’apparenza , della maschera e … perfino davanti a Dio . Del fare senza l’essere . Lasciamo allora al Creatore del cielo e della terra La Sua prerogativa Divina ; senza supporre di noi stessi , che senza di Lui “non possiamo far nulla” . La preghiera vera è allora lasciare che Dio ci guardi come siamo , e che si degni di rivelarci quanto e ciò che siamo , così , come siamo , costituiti , elevati IN CRISTO a l’oggetto / soggetto del Suo Amore … della Sua opera di giustificazione ( giustizia ) . Stare con Dio … stare davanti a Dio , nonostante tutto e tutti e tutte ; sapendo semplicemente di essere amati . E cosi amati , stare con Lui … che ci ama e ci giustifica … preghiamo , stiamo davanti a Dio , con Dio . Sempre senza dissertare .



